Kapālabhāti: tecnica e pratica
15 Luglio 2020
Bandha Traya e diventare praticanti esperti
3 Settembre 2020

Mālāsana: i vantaggi della pratica outdoor

Nes­suna delle tec­niche e delle pratiche esposte deve essere ese­gui­ta sen­za la super­vi­sione di un istrut­tore esper­to.
Ter­mi­ni e Condizioni

In ques­ta strana estate ci si indus­tria nel prati­care attiv­ità fisiche, dis­ci­pline marziali e res­pi­ra­to­rie, cer­can­do di sfruttare l’aria aper­ta il più possibile.

Fra le pos­ture che pos­si­amo improvvis­are in ogni momen­to sen­za nec­es­sari­a­mente avere un abbiglia­men­to ido­neo, un tap­petino e neanche un suo­lo adat­to, c’è Mālāsana, in san­scrito la pos­tu­ra del mala o del­la ghirlan­da e in ital­iano la pos­tu­ra acco­v­ac­cia­ta. Una pos­tu­ra tan­to nat­u­rale per molti popoli asi­ati­ci ma non solo.

Ovunque la civ­i­liz­zazione non sia anco­ra arriva­ta ques­ta posizione viene usa­ta come per noi la posizione sedu­ta su una sedia. Sono tan­tis­sime le etnie in cui si pas­sano numerose ore del­la gior­na­ta acco­v­ac­ciati; per cucinare, per par­lare, per riposare, per gio­care e per par­torire è una delle più usate in assoluto.

Una pos­tu­ra tan­to nat­u­rale per gli ori­en­tali e per i bam­bi­ni di tut­to il mon­do quan­to dif­fi­cile per molti adul­ti occi­den­tali. Sono in molti a trovare l’accovacciata  grande­mente sco­mo­da anche per fare la pipì o per elim­inare le feci, posizione per­fet­ta per ques­ta man­sione fisi­o­log­i­ca qualo­ra ci si tro­vi all’aperto.

Entrare In Mālāsana rilas­sa il pavi­men­to pelvi­co in pro­fon­dità e facili­ta l’evacuazione dell’intestino e nel­la don­na anche il meato uri­nario e i gen­i­tali, è una posizione utilis­si­ma per chi sof­fre di stitichez­za cron­i­ca e riten­zione e ten­sione alla vesci­ca uri­nar­ia, dolori mestru­ali e con­trat­ture uterine.

E anco­ra non abbi­amo fini­to; sul trat­to lom­bare e sacrale pro­duce un mer­av­iglioso allunga­men­to restando in posizione neu­tra ovvero sen­za pro­durre ne cifosi o lor­dosi lom­bare e sen­za entrare ne in retro­ver­sione ne in antiver­sione con il baci­no e quin­di con il sacro. Inoltre per­me­tte uno sti­ra­men­to del­la mus­co­latu­ra del quadra­to dei lom­bi e dei glutei ma anche dei mus­coli più pro­fon­di come il pir­i­forme, tut­ti mus­coli respon­s­abili, quan­do con­trat­ti, di dolore lom­bare ten­si­vo. Alta­mente sti­mo­late in mas­si­ma fles­sione le tre arti­co­lazioni delle gambe, anche, ginoc­chia  e cav­iglie, con impor­tante com­pres­sione venosa.

Per queste arti­co­lazioni si trat­ta di un notev­ole eser­cizio di elas­tic­ità e per tut­to il sis­tema venoso delle gambe di un’intensa sti­mo­lazione cir­co­la­to­ria in alcu­ni casi anche dolorosa ma otti­ma soprat­tut­to in estate quan­do il sis­tema venoso delle gambe tende a con­ges­tionar­si con facil­ità. Prat­i­can­do in spi­ag­gia, nei boschi o su una scogliera, pos­si­amo cer­care nat­u­rali stru­men­ti di sup­por­to sia per i tal­loni che per i glutei.  Un pic­co­lo rilie­vo sot­to i tal­loni oppure il sem­plice affon­dare i pie­di nel­la sab­bia ci con­sen­tirà di lavo­rare sulle cav­iglie anche più rigide guadag­nan­do mil­limetri impor­tan­tis­si­mi per miglio­rare l’equilibrio e la flu­id­ità del pas­so. Se sono le ginoc­chia e le anche ad essere trop­po rigide cercher­e­mo un tron­co taglia­to, un grosso sas­so oppure costru­ire­mo un sosteg­no di sab­bia per appog­gia­rvi i glutei e amorevol­mente sen­tire i ben­efi­ci di ques­ta postura.

La prat­i­ca di Mālāsana sul bag­nas­giu­ga o sul­la riva di un rus­cel­lo ci con­sen­tirà di godere con­tem­po­ranea­mente di un nat­u­rale  “bag­no deriv­a­ti­vo”  con ben­efi­cio e fres­cu­ra sull’intero organ­is­mo, par­ti­co­lar­mente indi­ca­to per elim­inare il calore inter­no e le tos­sine in ecces­so. Oltre ai van­tag­gi già elen­cati e che potete trovare in diver­si altri testi, ricor­do che la mer­av­iglia di ques­ta pos­tu­ra è anche nel­la sua com­ple­ta man­can­za di effet­to scenografi­co. Potrete prati­care total­mente inosser­vati, sen­za atti­rare la curiosità e l’attenzione di nes­suno. Le brac­cia nel­la pos­tu­ra clas­si­ca sono unite davan­ti al pet­to oppure riu­nite dietro ai tal­loni come appun­to un mala che scende dal col­lo ma pos­sono restare anche appog­giate al suo­lo in totale naturalezza.

Una pos­tu­ra che diven­ta un’occasione di goder­ci la natu­ra in pro­fon­dità per noi e solo per noi.

Con­di­vi­di
Catherine Bellwald
Catherine Bellwald
Medico, Fisiatra, Agopuntrice, Istruttrice Yoga Alliance YACEP, E-RYT 200, RYT500

Comments are closed.