La Sādhanā non è una routine
14 Ottobre 2020

Virabhadrasana: il guerriero

Ci vuole forza d’animo per continuare a fare tutto quello che é umanamente possibile fare e aumentarlo come obiettivo. Virabhadrasana tradotto significa l’amico o compagno (bhadra) dell’eroe (vira),  una bellissima immagine quella di esser intimi con la nostra parte eroica ovvero sempre sicuri di poter essere sostenuti da essa quando necessario.

La postura del guerriero nelle sue tre forme I, II, III; sono posture che il maestro Jyengar  amava insegnare nelle sue lezioni di Hatha Yoga, chi le ha praticate sa perfettamente che si tratta di Asana che forse più di altre necessitano di una notevole forza soprattutto se mantenute a lungo. Servono una grande leggerezza che ci richiama verso l’alto  e nello stesso tempo una solidità fisica capace di radicarci a terra con le gambe.

Nessuna postura in questo momento potrebbe sembrare più utile per superare le attuali avversità, evitando di contagiarci tutti con il malumore e lo sconforto e non solo con il virus.

Partiamo dal mitica leggenda della vendetta di Shiva operata per mezzo di ben due spade che inizialmente sono rivolte in verticale in Virabhadrasana I , poi  sostenute orizzontali ai due lati del corpo in Virabhadrasana II e infine affondano nel colpo per tagliare la testa al nemico in Virabhadrasana III.

A chi dovremo tagliare la testa con tanta solerzia e precisione se non ai nostri pensieri di rabbia e di commiserazione, mi verrebbe da dire, e al nostro immortale corpo di dolore dalle mille teste per dirla “alla Tolle” ?

Per sentire questa postura lavorare su di noi bisogna partire dai piedi che dovranno affondare nel pavimento con grande e consapevole senso di quanto la terra ci sostenga e ci nutra come attraverso radici invisibili che salgono dal terreno per darci forza e stabilità. La perfetta posizione dei piedi ben allungati e distesi sul pavimento  come se potessimo avere delle ventose su ogni dito e ovviamente al centro del piede, ben direzionati e sostenuti.  Il piede anteriore punta davanti e il piede posteriore é ruotato di 45° circa verso l’interno. Da questa base solida le gambe non saranno risparmiate, nella forma I e II la gamba  anteriore resterà in flessione di affondo con il ginocchio esattamente in linea con la punta del piede, la coscia e la tibia formeranno un perfetto e tostissimo angolo di 90°. La gamba posteriore perfettamente stesa formerà un solido e fondamentale pilastro di sostegno.

Il bacino é un altro punto di forza e fonte di grande stabilità: nella forma I,  il bacino é ruotato e bloccato saldamente verso la gamba anteriore, nella forma II resta completamente aperto frontalmente, ben ancorato e allineato con il torace evitando che il ginocchio anteriore flesso intraruoti e resti esattamente sopra la punta del piede.

In entrambi i guerrieri I e II, la forza delle gambe é rinforzata da un importante controllo della cintura addominale che insieme alla verticalità della colonna consentono una estrema libertà e leggerezza di tutta la parte alta del corpo che viene percepita come una forza interiore spinta verso l’alto che prosegue oltre la sommità del capo verso il cielo. Il torace e le spalle ben aperte in estensione massima e le  braccia morbide eleganti come se una forza le attraversasse e uscisse dalle dita ben distese.  Le braccia saranno estese verso lo Zenit nel guerriero I,  con  il torace  e il tratto cervicale estesi al massimo come se dall’alto richiamassimo una forza con il cuore.  Le braccia sono invece perfettamente orizzontali e simmetriche nel guerriero II di nuovo a volere offrire il cuore  in totale apertura. In entrambe le Asana possiamo immaginare che le mani proseguano con due spade luminose, come due estensioni della dilatazione del cuore.

Lo sguardo é uno sguardo che penetra lo spazio davanti a noi per entrare in un altro spazio che é interno ed esterno nello stesso tempo, definito dai testi Drishti, esso ci consente nonostante gli occhi siano aperti di interiorizzarci come se fossero chiusi espandendo il nostro sé  oltre il limite del corpo fisico.

Mentre nel guerriero I e II siamo per cosi dire piantati a terra cercando di richiamare energia, nel guerriero III siamo partiti per tagliare la testa del nostro nemico e per fare questo é richiesto grandissimo equilibrio e mente ferma, una postura in equilibrio su una gamba tesa dove tutto il corpo si trova allineato una unica direzione come una freccia intenzionale; precisa e potente.

Queste tre posture allenano la nostra volontà al superamento degli ostacoli della nostra mente, attraverso un’azione precisa, determinata e coraggiosa. Il tre che per sua natura porta all’uno. I tre guerrieri per una sola pace: quella interiore.

 

 

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Catherine Bellwald
Catherine Bellwald
Medico, Fisiatra, Agopuntrice, Istruttrice Yoga Alliance YACEP, E-RYT 200, RYT500

1 Comment

  1. Simona ha detto:

    Grazie bellissimo articolo approfondito, che dona più consapevolezza e forza lo terrò nella mia mente e nel mio cuore, la prossima volta mentre praticherò il guerriero nelle sue forme.
    Namastè, Simona

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