Iniziare o finire con le torsioni?
21 Aprile 2022
Marta Bestetti
Praticare sulle acque
12 Luglio 2022
Iniziare o finire con le torsioni?
21 Aprile 2022
Marta Bestetti
Praticare sulle acque
12 Luglio 2022

Posture sulle punte dei piedi

Nes­suna delle tec­niche e delle pratiche esposte deve essere ese­gui­ta sen­za la super­vi­sione di un istrut­tore esper­to.
Ter­mi­ni e Condizioni

Le pos­ture yogiche sulle punte dei pie­di sono tante ma poco conosciute e prat­i­cate. Nel mon­do del­la dan­za è esat­ta­mente il con­trario  questo cari­co sull’avanpiede impera sot­to il nome di mez­za pun­ta e anche il pilates lo ha inser­i­to in diver­si eser­cizi.  Invece nel­lo yoga al di là del­la con­sapev­olez­za dell’appoggio plantare cor­ret­to del piede al suo­lo, che si prat­i­ca spes­so par­tendo da Tadasana, con il con­cet­to di cor­ret­to cari­co tra avampiede e retropiede e  sosteg­no atti­vo del­la vol­ta plantare, fon­da­men­tali per prati­care le pos­ture in pie­di e ovvi­a­mente tutte le pos­ture di equi­lib­rio su un solo piede.

Il cari­co dell’intero cor­po posizion­a­to solo sulle punte dei nos­tri pie­di o avan­piede come se indos­sas­si­mo un tac­co 12 per capir­ci, pro­duce effet­ti riguarde­voli che vale la pena di ricor­dare. Il prim­is­si­mo è col­le­ga­to all’elasticità delle pic­cole arti­co­lazioni delle dita dei pie­di, le 5 dita dei pie­di ven­gono forte­mente ven­gono allun­gate ed estese e tut­to il tar­so si mobi­liz­za in fles­sione dor­sale sul metatar­so ovvero por­tan­do l’intero peso sulle teste metatarsali. In rif­lessolo­gia plantare  tut­ta l’area delle teste metatarsali in par­ti­co­lare in cor­rispon­den­za dell’alluce è col­le­ga­ta ener­geti­ca­mente con il col­lo esat­ta­mente come con la Ling gu com­bi­na­tion delle mani lo è l’area metacarpale. La zona dei metatar­si  non a caso in pos­tur­olo­gia viene spes­so trat­ta­ta come reset pos­tu­rale attra­ver­so mas­sag­gi e trat­ta­men­ti specifici.

Par­ti­amo dal­la posizione più sem­plice quel­la in ginoc­chio con cari­co sulle punte e soll­e­va­men­to dei tal­loni, ques­ta pos­tu­ra in giap­ponese chia­ma­ta Ziza fa parte delle pos­ture clas­siche tenute per tem­pi molto pro­l­un­gati di una cer­i­mo­nia del te oppure di tem­pi di pausa e di ascolto oppure come tran­sizione dal­la posizione in ginoc­chio sedu­ti sul dor­so dei pie­di comune­mente chia­ma­ta Zeiza a quel­la in pie­di. Eserci­tar­si a ten­er­la per tem­pi cres­cen­ti è a mio parere un’ottima e sem­pli­cis­si­ma pos­si­bil­ità terapeutica.

Nel­lo yoga tro­vi­amo ques­ta pos­tu­ra come la pro­pe­deu­ti­ca alla dif­fi­cile pos­tu­ra del Bam­bu dove oltre all’appoggio sulle dita dei pie­di flesse il bus­to viene intera­mente este­so apren­do l’angolo tra bus­to e baci­no di 45 gra­di almeno tenen­do le brac­cia soll­e­vate e par­al­lele al suo­lo. La ten­sione sui quadricip­i­ti La forza di sta­bi­liz­zazione e retro­ver­sione del baci­no data dagli addom­i­nali nel tenere la pos­tu­ra la rende impegnativa.

Apren­do le gambe e soll­e­van­do entrambe le ginoc­chia da ter­ra, tro­vi­amo alcune pos­ture molto inter­es­san­ti, le rana soll­e­va­ta e le sue vari­anti Utthi­ta Man­dukasana con le mani appog­giate sulle ginoc­chia è la vari­ante più clas­si­ca e sem­plice anche se l’equilibrio dovrà essere lavo­ra­to. La sua vari­ante det­ta rana soll­e­va­ta e pie­ga­ta  Nata Shi­ra Utthi­ta Man­dukasana dove l’intero bus­to con le mani dietro la tes­ta si incli­na in avan­ti restando par­al­lela al suo­lo. Pos­tu­ra che ho fat­to solo con Philippe de Fal­lois e che tro­vo piut­tosto dif­fi­cile da tenere.

Per non par­lare delle suc­ces­sive vari­anti in cari­co su un solo piede per l’esattezza in cari­co su una sola pun­ta; la pri­ma  è la rana soll­e­va­ta  in semi loto Padan­ghus­ta Man­dukasana che si ottiene  soll­e­van­do una gam­ba in semi loto e la rana soll­e­va­ta sull’alluce  Padan­gus­ta Utthi­ta Man­dukasana dove un pie­di si infor­ca tra alluce e 2 dito sul piede in cari­co sul­la pun­ta. Si trat­ta di pos­ture com­p­lesse ma che è gius­to conoscere.

Esiste poi il modo di lavo­rare sulle punte dei pie­di con un cari­co meno forte in diverse  pos­ture in pie­di, per esem­pio in Tadasana alla fine del salu­to al sole che si trasfor­ma in  Shi­ra Asta Utthi­ta Tad­dasana soll­e­van­dosi sulle punte con le brac­cia tese oppure dietro la nuca; si trat­ta anche in questo caso di una pos­tu­ra estrema­mente utile e ter­apeu­ti­ca per la nec­es­saria forte spin­ta dell’intero cor­po ver­so l’alto ( ginoc­chia anche e colon­na in un’unica lin­ea verticale?.

Il mae­stro Philippe de Fal­lois usa­va far­ci fare varie pic­cole serie di riscal­da­men­ti di aper­tu­ra delle ses­sioni di yoga pomerid­i­ane, delle serie di 10 soll­e­va­men­ti sulle punte dei pie­di per poi scen­dere sulle ginoc­chia tenen­dole par­al­lele al suo­lo e poi risalire in pie­di sem­pre sulle punte dei pie­di, vi assi­curo che far­li di segui­to sono un otti­mo eser­cizio di rin­for­zo e atti­vano l’intero cor­po in pochi minuti.

Il lavoro sulle punte dei pie­di è spes­so dimen­ti­ca­to ma rap­p­re­sen­ta un for­mi­da­bile lavoro ter­apeu­ti­co ed ener­geti­co a tut­to ton­do da uti­liz­zare a qualunque liv­el­lo ci si trovi.

Con­di­vi­di
Catherine Bellwald
Catherine Bellwald
Medico, Fisiatra, Agopuntrice, Istruttrice Yoga Alliance YACEP, E-RYT 200, RYT500

Comments are closed.