Posture sulle punte dei piedi
6 Giugno 2022

Praticare sulle acque

Marta Bestetti

Marta Bestetti

Non si tratta di camminare sulle acque come il Maestro Gesù ma di usare le sempre più conosciute e usate tavole paddle.

Ormai sono in vendita a prezzi più che accessibili oppure a noleggio. La loro consistenza è semplicemente perfetta per tutte le posture statiche come un vero tatami galleggiante.

Le posture di equilibrio sono ovviamente rese ancora più complesse ma se l’acqua è piatta come in specifiche ore della sera e del mattino, preferibilmente sul lago e senza correnti, la complessità è davvero accettabile. Cadere dalla postura in acqua se fatto con agilità e scioltezza può diventare rinfrescante a patto che si riesca a risalire senza troppa fatica e che il tempo sia mite e non ventoso. Sconsiglio gli esercizi di equilibrio in piscina per non cadere rovinosamente sui bordi mi pare ovvio ma visti i tempi folli meglio non fidarsi del buon senso che pare scarseggiare.

Se si preferisce non bagnarsi affatto e non rischiare di finire in acqua è sufficiente fare posture sdraiati, seduti o in ginocchio. E si sa lo yoga ne possiede per tutti i gusti.

A ognuno la sua difficoltà come sempre e la capacità di adeguarla al proprio sentire e alle condizioni interne ed esterne del momento.

Il vero atout dello yoga praticato sul paddle è l’immersione nella natura senza i disagi del terreno umido, molto spesso dissestato e asimmetrico e invaso da insetti tipico della pratica all’aperto. L’acqua tutt’intorno a noi ci avvolge come in un utero creando un gran bel silenzio e unità con questo elemento meraviglioso e nutritivo.

Concettualmente infatti l’acqua è l’elemento del Rene collegata con la nostra natura energetica più antica e ancestrale e nel contempo l’acqua controlla il fuoco della stagione estiva in corso e quindi i suoi eccessi.

Personalmente consiglio di partire in gruppo e non da soli. Esistono paddle a forma di stella creati apposta per l’istruttore dove i praticanti ognuno sul suo paddle si può ormeggiare in sicurezza senza andare alla deriva.

Se siete dei praticanti solitari vi consiglio molte precauzioni soprattutto se viene allontanate dalla riva. Ricordate che il clima può cambiare velocemente e inaspettatamente sempre, sia al mare che sul lago. Un occhio alle previsioni del vento non guasta mai.

Nella mia borsa anti acqua porto sempre una piccola muta e para orecchie e collo in caso di freddo improvviso, pinnette, scarpette da acqua in caso di approdi difficili di emergenza. La cinghia per agganciarsi é indispensabile se non volete trovarvi a Timbuktu a fine pratica…

Il cellulare pare non sia facile farne a meno in questo caso potrebbe diventare utile non per i selfie ma per un eventuale soccorso meglio ancora un bel GPS e per finire una torcia  e ovviamente 1 litro almeno di acqua.

Proteggere la pelle con crema anti UV  e munirsi di cappellino che non scappi al primo vento e occhiali adeguati che non cadano in acqua al primo tuffo involontario saranno indispensabili nelle ore centrali della giornata e vabbè coltivare  il buon senso.

Om Shanti e buona pratica estiva.

 

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Catherine Bellwald
Catherine Bellwald
Medico, Fisiatra, Agopuntrice, Istruttrice Yoga Alliance YACEP, E-RYT 200, RYT500

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