Marta Bestetti
Praticare sulle acque
12 Luglio 2022
Il ponte, Chakrasana: una postura con diversi nomi, difficoltà e età
14 Settembre 2022
Marta Bestetti
Praticare sulle acque
12 Luglio 2022
Il ponte, Chakrasana: una postura con diversi nomi, difficoltà e età
14 Settembre 2022

Il tempo della postura

Nes­suna delle tec­niche e delle pratiche esposte deve essere ese­gui­ta sen­za la super­vi­sione di un istrut­tore esper­to.
Ter­mi­ni e Condizioni

Il tem­po del­la pos­tu­ra è uno degli ingre­di­en­ti prin­ci­pali del­la prat­i­ca del­lo yoga, un tem­po non fret­toloso che si appog­gia sul respiro yogi­co per eccel­len­za. Un respiro con­sapev­ole, pro­fon­do e strut­tura­to in 3 atten­ti pas­sag­gi; respiro addom­i­nale, respiro toraci­co inferiore/detto anche diafram­mati­co e respiro toraci­co superiore/detto anche clav­i­co­lare.  Non si trat­ta di un respiro spon­ta­neo ma guida­to pas­so pas­so dal­la nos­tra volon­tà e atten­zione mira­ta. Un respiro che non si mod­i­fi­ca con lo sfor­zo come in gin­nas­ti­ca aumen­tan­do ma al con­trario res­ta cal­mo e pro­fon­do e ci con­sente di rilas­sar­ci nonos­tante lo sfor­zo all’interno di un asana.

Il mae­stro Philippe de Fal­lois chiede di restare almeno una deci­na di respiri in un asana anche com­p­lessa. Il tem­po si misura in atti res­pi­ra­tori e vi assi­curo che in alcune asana 10 respiri pos­sono sem­brare un eter­nità e richiedono la cal­ma e volon­tà di restare quan­do si vor­rebbe tornare. In questo las­so di tem­po si gen­era uno spazio inter­no dove il rilas­sa­men­to inter­no non si con­trap­pone all’azione mus­co­lare pre­cisa, ben­si la sta­bi­liz­za e con­tem­po­ranea­mente anche la mente ampli­fi­ca la pos­si­bil­ità di gestire i det­tagli che fan­no del­la pos­tu­ra sia le dif­fi­coltà che il per­cor­so di lavoro. Un tem­po che pro­l­un­ga­to ci per­me­tte di sfruttare la grav­ità a nos­tro favore come un’ulteriore ener­gia utile e allea­ta e allenare la pazienza.

La pos­tu­ra cosi fat­ta si allon­tana dal con­cet­to di gin­nas­ti­ca clas­si­co ed entra in un cer­to sen­so in un gesto che potrei definire, scusate la devi­azione pro­fes­sion­ale, ter­apeu­ti­co e come dice Nil Hahout­off: evo­lu­ti­vo. Un modo per agire quin­di non solo sul mus­co­lo rin­forzan­do­lo, ma sui ten­di­ni e lega­men­ti allun­gan­doli. Un lavoro che por­ta grad­ual­mente a dare ener­gia mus­co­lare ma anche una lib­ertà arti­co­lare decisa­mente diver­sa. Una lib­ertà arti­co­lare che a sua vol­ta ci dona una nuo­va lib­ertà men­tale ed emotiva.

Un modo di usare il cor­po questo che gra­zie  pro­prio al tem­po ci con­sente di per­cepire la dif­fi­coltà del restare in equi­lib­rio e di impara­re a con­ser­var­lo a lun­go attra­ver­so una focal­iz­zazione del­la mente e del­lo sguar­do e di tut­to il nos­tro insieme cor­po mente. E da ques­ta capac­ità fisi­ca e men­tale di ritrovare ques­ta abil­ità in altri campi umani e di vita quotidiana.

Un tem­po dove ogni det­taglio del nos­tro cor­po ha la pos­si­bil­ità di essere vis­su­to nel suo insieme e nell’unico e irripetibile momen­to pre­sente con la pos­si­bil­ità di can­cel­lare il tem­po. Il tem­po e lo spazio ridi­ven­tano le coor­di­nate per viag­gia­re fuori e den­tro come nel­lo stu­dio appro­fon­di­to del­lo yin e del­lo yang e del Tao Chi Tu.

Un tem­po infine che non finisce con l’uscita dal­la pos­tu­ra ma che si pro­l­un­ga ben oltre la sua speci­fi­ca prat­i­ca. Un aspet­to sul quale il mae­stro Philippe de Fal­lois insiste invi­tan­do­ci sis­tem­ati­ca­mente ad ascoltar­lo lavo­rare alla fine di ogni pos­tu­ra, attra­ver­so un bre­vis­si­mo Savasana. Un modo per edu­car­ci a entrare in con­tat­to, attra­ver­so uno spazio e un tem­po decisa­mente piu dilatati. Ecco che l’asana diven­ta una vera cura e unguen­to, in quan­to può andare a sciogliere e allentare ten­sioni cre­ate in tem­pi anche lon­tanis­si­mi.  Un lavoro sul cor­po fisi­co, emo­ti­vo e men­tale sapi­ente e anti­co che se ben con­dot­to anche su poche pos­ture al giorno in maniera con­tin­u­a­ti­va puo avere effet­ti piu pro­fon­di di quan­to non si pos­sa neanche lon­tana­mente immaginare.

Con­di­vi­di
Catherine Bellwald
Catherine Bellwald
Medico, Fisiatra, Agopuntrice, Istruttrice Yoga Alliance YACEP, E-RYT 200, RYT500

Comments are closed.