Progettare i nostri sogni
18 Ottobre 2023

Il blocchetto e le cinghie per salire in alto

Nes­suna delle tec­niche e delle pratiche esposte deve essere ese­gui­ta sen­za la super­vi­sione di un istrut­tore esper­to.
Ter­mi­ni e Condizioni

I bloc­chet­ti sono nati dal mae­stro  B.K.S.  Iyen­gar e sono uno stru­men­to da con­sid­er­are a tut­ti i liv­el­li come utile per fare  sia pic­coli che gran­di pas­si avan­ti nel supera­men­to dei nos­tri limiti.

Ho scrit­to un arti­co­lo ded­i­ca­to alla nos­tra pos­tu­ra preferi­ta e uno alla  pos­tu­ra  per noi più dif­fi­cile da rag­giun­gere.  E’ noto che esistono per tut­ti pos­ture con­sid­er­ate facili e altre real­mente irrag­giun­gi­bili per non dire acro­batiche. Ognuno  spes­so rin­un­cia  alle pos­ture più dif­fi­cili  oppure si fer­ma al soli­to pun­to sen­za andare oltre.

I bloc­chi sono utilis­si­mi sia in pos­ture pas­sive che attive e  sono uno stru­men­to ric­co di nuove possibilità.

Par­ti­amo dal­la pos­tu­ra del­la mon­tagna Tadasana e con­sid­e­ri­amo la pos­si­bile vari­ante con i bloc­chi appog­giati sulle mani aperte, con i gomi­ti flessi.  Con i bloc­chet­ti sulle mani sarà pos­si­bile lavo­rare con mag­giore atten­zione e pre­ci­sione sull’apertura del torace e sul­la sec­on­daria extraro­tazione e abbas­sa­men­to delle spalle.  Una pos­tu­ra sem­pli­cis­si­ma che accen­tua il lavoro di aper­tu­ra atti­va del torace.

Un altra pos­tu­ra nel­la quale i bloc­chi svol­go­no un ruo­lo anco­ra più maestoso è in Uttanasana ovvero la fles­sione del tron­co sulle gambe per cer­care di appog­gia­re le mani al suo­lo a fian­co ai pie­di, la si usa in tran­sizione per moltissime sequen­ze fra le quali il salu­to al sole con tutte le pos­si­bili vari­anti.  Appog­gian­do le mani sui bloc­chi ai lati dei pie­di sarà pos­si­bile eseguire questo pas­sag­gio sen­za forza ecces­si­va­mente sul­la regione lom­bare che spes­so sof­fre di rigid­ità e di ecces­si­va sol­lecitazione mec­ca­ni­ca data dal­la vita seden­taria. I bloc­chi in questo caso con­sentono alle brac­cia di appog­gia­r­si al suo­lo sen­za peri­coli di peg­gio­rare una sof­feren­za dis­cale già presente.

Lo stes­so vale per Trikonasana e per tutte le vari­anti di Parsvakonasana: i bloc­chi con­sentono un appog­gio a ter­ra piu facile da rag­giun­gere e la pos­si­bil­ità di rag­giun­gere la pos­tu­ra com­ple­ta  anche da per­sone rigide di anche e di ginoc­chia, entran­do con grad­u­al­ità e tran­quil­lità nel­la pos­tu­ra e acquisendo elas­tic­ità e forza un po’ alla vol­ta con la prat­i­ca rego­lare.  Esiste un’infinità di modi pos­si­bili per sfruttare i blocchetti.

Anche le cinghie pos­sono essere un gran­dis­si­mo stru­men­to quan­do non si rag­giun­gono  i pie­di oppure le ginoc­chia  con le mani.  Costru­ire le cinghie con gli anel­li a diverse lunghezze  è uno stru­men­to poten­tis­si­mo.  Infat­ti in molte pos­ture l’utilizzo delle cinghie  trasfor­ma la pos­tu­ra dan­do forza e direzione men­tale alla nos­tra volon­tà, nel las­cia­re andare da un lato le resisten­ze fisiche e ren­der­ci comunque for­ti e sta­bili nel­la nos­tra prat­i­ca per­son­ale dall’altro.

Bloc­chet­ti, cus­ci­ni, cop­erte e cinghie sono nel­la mate­ria fisi­ca quel­lo che men­tal­mente ed emo­ti­va­mente dob­bi­amo pro­durre  in noi stes­si ad ogni prat­i­ca. Pos­si­amo con­sid­er­ar­li degli scali­ni per salire in alto. Soltan­to spo­stan­do­ci ver­so l’alto,  avre­mo la pos­si­bil­ità di vedere le nos­tre gab­bie men­tali e fisiche e pas­sare ad un altro tipo di liv­el­lo di prat­i­ca e di osser­vazione.  La prat­i­ca ener­get­i­ca non neces­si­ta del­la per­fezione fisi­ca, neces­si­ta però di  una grande quan­tità di ener­gia per spostar­ci di livello.

A un liv­el­lo più rar­efat­to di ener­gia tut­to cam­bia come durante un rilas­sa­men­to ben con­dot­to oppure una prat­i­ca pro­fon­da, tut­to diven­ta pos­si­bile; ogni sem­plice respiro ha la poten­zial­ità di diventare una aut­en­ti­ca magia del Natale. Ogni  parte del nos­tro cor­po può trasfor­mar­si in luce e calore, ogni sposta­men­to del­la nos­tra atten­zione  può diventare gioioso piacere da con­di­videre, ogni focal­iz­zazione men­tale può  essere come vedere un esplosone di stelle. Diven­ti­amo nel­la nos­tra prat­i­ca come dei bam­bi­ni capaci di vedere la luce e la magia dell’esistenza dove gli adul­ti non la vedono più.

E  pro­prio per questo che durante la prat­i­ca avvic­i­nar­ci con sem­plic­ità, spoglian­do­ci da tut­ti i luoghi comu­ni sociali e cul­tur­ali e soprat­tut­to dal­la pesan­tez­za del nos­tro pen­siero umano,  ci per­me­tte di  accedere alla bellez­za del Cre­ato un po come se salis­si­mo sul­la slit­ta di Bab­bo Natale

Questo è il mio augu­rio, di alzare lo sguar­do alle stelle e alla loro mag­i­ca vol­ta stel­la­ta,  riconoscen­do la simil­i­tu­dine di quelle luci come pre­sen­ti anche den­tro di noi come doni infini­ti  talo­ra anco­ra da togliere dal­la car­ta regalo.

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Catherine Bellwald
Catherine Bellwald
Medico, Fisiatra, Agopuntrice, Istruttrice Yoga Alliance YACEP, E-RYT 200, RYT500

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